I consigli di Lucia Intruglio, presidente dell'associazione nazionale Aiorao
Lucia Intruglio, 46 anni, originaria di Catanzaro, è presidente dell’Aiorao (Associazione italiana ortottisti assistenti in oftalmologia), la struttura di riferimento per gli esperti che valutano la vista di persone di tutte le età. Al taccuino di “Lavorare” racconta la sua esperienza.
Che preparazione ha alle spalle?
«Ho frequentato a Catania quella che allora era la scuola diretta a fini speciali per ortottisti».
Come nasce la passione per questa professione?
«Dopo la maturità meditavo di iscrivermi a Matematica. Poi, per caso, mia madre mi segnalò che a Bari avevano aperto una scuola per igienista dentale. Provai a capire meglio, e vidi che esistevano anche altre professioni sanitarie. Tra cui quella di ortottista. Le prospettive di lavoro sembravano buone, così puntai su questa strada».
E dopo la laurea?
«La ricerca di un lavoro non è stata facile, anche perché la professione non era molto conosciuta. Ho anche cambiato città. Poi, dopo sei mesi, è arrivata l’occasione».
Dove lavora oggi?
«Presso l’azienda ospedaliera Papardo di Messina».
Prevenzione, valutazione, riabilitazione. Su cosa conviene puntare?
«Sicuramente il settore della riabilitazione è in continua crescita. I problemi dell’ipovisione, cioè delle disabilità visive legate anche all’età, sono ormai all’ordine del giorno. Oggi si vive più di ieri. Il numero delle persone anziane cresce e, allo stesso modo, sale anche quello dei casi di ipovisione. L’intervento nel campo della riabilitazione è complesso. Gli ausili per ridurre i deficit visivi vanno costruiti caso per caso, e riguardano anche l’ambiente in cui vive la persona che chiede il nostro aiuto».
Cosa consiglia a un aspirante ortottista?
«Di studiare con passione all’università. Senza dimenticare l’aggiornamento continuo».